{"id":1115,"date":"2025-12-27T21:53:46","date_gmt":"2025-12-27T20:53:46","guid":{"rendered":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1115"},"modified":"2025-12-27T22:00:06","modified_gmt":"2025-12-27T21:00:06","slug":"ninfa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1115","title":{"rendered":"Ninfa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">II secolo d.C.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">scultura in marmo bianco, possibile marmo lunense<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provenienza: Roma, Museo Nazionale Romano (opera in deposito presso l\u2019Universit\u00e0 dal 1954)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scultura, mancante della testa e di parte delle braccia, e con forti abrasioni in particolare nella met\u00e0 inferiore, mostra una figura femminile, dal torso nudo, con forme morbide e appena accennate, giovanili. Il peso \u00e8 poggiato sulla gamba sinistra, stante, mentre quella destra \u00e8 flessa e leggermente piegata verso l\u2019interno. La veste, che avvolge parzialmente i fian- chi e interamente le gambe, ricade verticalmente dall\u2019altezza dell&#8217;inguine in pieghe rigide, lasciando scoperti i piedi, che poggiano su una base di forma ovale. In corrispondenza del punto in cui doveva annodarsi l\u2019<em>himation<\/em>, \u00e8 scolpita una conchiglia con un foro centrale (oggi chiuso ma ancora visibile sul retro della scultura), da cui in origine doveva scorrere l\u2019acqua. La lavorazione della parte posteriore della statua, in particolare per le pieghe della veste, \u00e8 piuttosto piatta. Nonostante il modello iniziale per questo tipo di sculture sia da ricondurre ad immagini di Afrodite, con particolare riferimento al tipo dell\u2019<em>Anadiomene<\/em>, la presenza della conchiglia rimanda invece a figure di ninfe: dall\u2019et\u00e0 ellenistica, infatti, \u00e8 attestata la variante del tipo originale della Venere, con l\u2019aggiunta di una conchiglia (DE LACHENAL 1981, p. 151), che permette di identificare quindi la nostra scultura come una generica ninfa, probabilmente inserita in un ninfeo e utilizzata come fontana (KAPOSSY 1969, pp. 12-14). Per quanto riguarda il suo contesto di ritrovamento, \u00e8 registrata la notizia della sua provenienza da Terracina, dove fu scoperta nel 1890, durante gli scavi per la ferrovia Terracina- Velletri. Nel dicembre 1891 furono traslati a Roma i pezzi pi\u00f9 pregevoli tra quelli rinvenuti, ma solamente questa scultura, proveniente da un edificio riconosciuto come un ninfeo (DE ROSSI 1987), fu dotata di numero di inventario ed esposta nel Chiostro di Michelangelo nelle Terme di Diocleziano (PARIBENI 1920, p. 101, n. 238), giungendo poi nell\u2019Univer- sit\u00e0 nel 1954 (BILLI, <em>infra<\/em>, pp. 96-97). Del luogo di rinvenimento dell\u2019opera riferiva Borsari: \u00abLa primitiva costruzione, spettante a sontuoso ninf\u00e8o di qualche villa (come \u00e8 provato dalla presenza delle nicchie, tutt\u2019altro che di carattere sepolcrale, dai tubi fittili e pi\u00f9 ancora dalle sculture quivi rinvenute) fu nei bassi tempi alterata con nuove opere, e ridotta ad uso di sepolcro, nel quale dovevano depositarsi i cadaveri per un foro praticato attraverso la volta. Tra queste rovine si scoprirono i marmi seguenti &#8211; Torso di statua virile, maggiore del vero, rappresentante un personaggio avvolto nella toga. [\u2026] Statua di Venere, di grandezza naturale, acefala e priva del braccio destro, del piede sini- stro e di parte del destro. Statua di ninfa, nuda dal mezzo in su, con una conchiglia sul davanti, servita per decorazione di ninf\u00e8o, come \u00e8 provato da un foro che attraversando la statua viene a comunicare colla conchiglia. [\u2026] Busto virile acefalo, di dimen- sioni ordinarie. Testa femminile di grandezza naturale, di buon lavoro, con acconciatura del tempo dei Flavii. Met\u00e0 inferiore di statuetta femminile, ricoperta da veste dalla vita ai piedi\u00bb (BORSARI 1891, p. 233). Oltre a queste sculture e ad alcuni frammenti di decorazione architettonica, \u00e8 di notevole interesse il ritrovamento nel medesimo contesto di una base per statua, non inventariata e riscoperta solo recentemente nei giardini delle Terme di Diocleziano, con dedica a Cn. Octavio Ulpiano, da parte del padre Phainus. Questi personaggi erano appartenenti ad una famiglia di Terracina, della quale sono state rinvenute almeno tre testimonianze epigrafiche riconducibili al periodo a cavallo tra I e II secolo d.C., com- presa la base di statua menzionata (CASSIERI ET AL. 2016). A questo periodo e al ninfeo terracinese dovette quindi appartenere la nostra <em>Ninfa <\/em>(ritenuta perduta in CASSIERI ET AL. 2016), che, nonostante la mancanza quasi totale delle braccia, doveva trovare confronto con altre immagini di ninfe che reggono conchiglie (HALM-TISSERANT,&nbsp; SIEBERT&nbsp; 1997,&nbsp; p. 893, nn. 13-17), come suggerisce il suo braccio sinistro flesso leggermente in avanti. Rappresentazioni simili sono rintracciabili nella statuaria a tutto tondo, ad esempio a Istanbul e Sparta, oltre che a Ostia e Timgad: negli ultimi due casi, la conchiglia \u00e8 anche posta verticalmente, come nel nostro esemplare (KAPOSSY 1969, pp. 12-14; HALM-TISSERANT, SIEBERT 1997, p. 893). Uno dei confronti principali, per la resa della parte inferiore della veste, si rintraccia in una scultura conservata nei giardini delle Terme di Diocleziano e senza numero di inventario (DE LACHENAL 1981), da- tabile verosimilmente alla prima et\u00e0 imperiale e comunque entro la met\u00e0 del II secolo d.C.: in questo caso l&#8217;incasso all\u2019altezza dell\u2019inguine, forse per ospitare una conchiglia, rimanda comunque ad una originaria identifi- cazione come ninfa. Altre raffigurazioni comparabili sono presenti nella pittura pompeiana (SAMPAOLO 1997, pp. 271-274) e in un rilievo di et\u00e0 antonina da Ischia, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli&nbsp; (ADAMO&nbsp; MUSCETTOLA&nbsp; 2002, pp. 53-55). A differenza di alcune di queste raffigurazioni, sembrano mancare sulle spalle dell\u2019esemplare della Sapienza le ciocche di capelli ricadenti, facendo cos\u00ec pensare, originariamente, ad un tipo di acconciatura raccolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sara Lenzi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ADAMO MUSCETTOLA 2002<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S. Adamo Muscettola, <em>Gli ex-voto alle ninfe di Ischia: la parabola di un culto marginale<\/em>, in \u201cRivista dell\u2019Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell\u2019Arte\u201d, 57, 2002, pp. 37-61.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BORSARI 1891<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L. Borsari, <em>Terracina. Avanzi di edificii di et\u00e0 romana, e sculture scoperte presso la stazione della strada ferrata<\/em>, in \u201cAtti della R. Accademia dei Lincei. Memorie della Classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche\u201d, s. IV, 288, 9, 1891, pp. 232-235.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CASSIERI ET AL. 2016<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">N. Cassieri et al., <em>Cn. Octavius Phainus, un \u201cnotabile\u201d di Terracina ritrovato<\/em>, in \u201cLazio e Sabina\u201d, 10, Atti del convegno (Roma, 4 &#8211; 6 giugno 2013), a cura di G. Ghini et al., Roma 2016, pp. 257-263.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DE LACHENAL 1981<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L. De Lachenal, <em>Frammento di statua di ninfa semipanneggiata<\/em>, in A. Giuliano (a cura di), <em>Museo Nazionale Romano. Le sculture<\/em>, Roma 1981, pp. 150-151.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DE ROSSI 1987<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">G.M. De Rossi, <em>Documentazione d\u2019archivio. Anzio e Terracina<\/em>, in \u201cBollettino del Lazio Meridionale\u201d, 12, 1987, pp. 19-39.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">HALM-TISSERANT, SIEBERT 1997<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Halm-Tisserant, G. Siebert, s.v. <em>Nymphai<\/em>, in <em>Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae (LIMC)<\/em>, VIII.1, Zurigo &#8211; D\u00fcsseldorf 1997, pp. 891-902.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">KAPOSSY 1969<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">B. Kapossy, <em>Brunnenfiguren der hellenistischen und r\u00f6mischen Zeit<\/em>, Zurigo 1969.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PARIBENI 1920<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">R. Paribeni, <em>Le terme di Diocleziano e il Museo nazionale romano<\/em>, Roma 1920.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SAMPAOLO 1997<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">V. Sampaolo, <em>VII 7, 10. Casa di Romolo e Remo<\/em>, in <em>Pompei pitture e mosaici<\/em>, VII, Milano 1997, pp. 258-276.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II secolo d.C. scultura in marmo bianco, possibile marmo lunense Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato Provenienza: Roma, Museo Nazionale Romano (opera in deposito presso l\u2019Universit\u00e0 dal 1954) La scultura,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1123,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1115","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1115"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1117,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1115\/revisions\/1117"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1123"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}