{"id":1080,"date":"2025-12-27T21:23:55","date_gmt":"2025-12-27T20:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1080"},"modified":"2025-12-27T21:25:05","modified_gmt":"2025-12-27T20:25:05","slug":"rotuli-dei-lettori-dellarchiginnasio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1080","title":{"rendered":"Rotuli dei lettori dell&#8217;Archiginnasio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fig. 1.<em> Rotulo dei lettori dell\u2019Archiginnasio della Sapienza composto sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1648<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pergamena dipinta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provenienza: Roma, Archivio di Stato (opera riconsegnata all\u2019Universit\u00e0 Sapienza nel 1952)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>Fig. 2.<em> Rotulo dei lettori dell\u2019Archiginnasio della Sapienza composto sotto il pontificato di<\/em><\/strong><em> <strong>Clemente XI Albani<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1701<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pergamena dipinta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provenienza: Roma, Archivio di Stato (opera riconsegnata all\u2019Universit\u00e0 Sapienza nel 1952)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>Fig. 3.<em> Rotulo dei lettori dell\u2019Archiginnasio della Sapienza composto sotto il pontificato di Benedetto XIV Lambertini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1751<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pergamena dipinta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provenienza: Roma, Archivio di Stato (opera riconsegnata all\u2019Universit\u00e0 Sapienza nel 1952)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>Fig. 4.<em> Rotulo dei lettori dell\u2019Archiginnasio della Sapienza composto sotto il pontificato di Pio VI Braschi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1787<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pergamena dipinta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provenienza: Roma, Archivio di Stato (opera riconsegnata all\u2019Universit\u00e0 Sapienza nel 1952)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 maggio 1952 furono riconsegnati all\u2019Universit\u00e0 dall\u2019Archivio di Stato di Roma quattro rotuli in pergamena in seguito incorniciati e tutt\u2019oggi esposti negli ambienti del Rettorato (ASR, Inventario del Fondo Cimeli, 1973). Le cornici furono pagate 45.000 lire ciascuna il 5 marzo 1954 (Citt\u00e0 universitaria, Ufficio Economato, <em>Inventario Economato<\/em>, II, n. 360). Si tratta dei documenti ufficiali in cui veniva presentato l\u2019elenco dei professori dell\u2019Archiginnasio romano accanto alle rispettive materie, con indicata la provenienza geografica e, dal 1563, il compenso che variava in base alle ore di lavoro e all\u2019anzianit\u00e0 di servizio. Si conservano in totale 59 rotuli che, fatta eccezione per gli esemplari in Sapienza, si trovano quasi per intero nel Fondo Cimeli dell\u2019Archivio di Stato e sono stati integralmente trascritti e pubblicati (CONTE 1991). Furono prodotti dal 1514 al 1787 con cadenza irregolare, ogni anno fino alla seconda met\u00e0 del Seicento, successivamente in occasione dell\u2019insediamento del nuovo pontefice, dal quale il rettore si recava per far sottoscrivere la lista. I rotuli, denominati anche \u201cruoli\u201d, erano cos\u00ec chiamati perch\u00e9 venivano avvolti ad un\u2019asta retta, durante la lettura pubblica che si teneva all\u2019inizio dell\u2019anno accademico il 18 ottobre, giorno dedicato a San Luca, dall\u2019addetto incaricato di indicare ai professori le rispettive aule. Nel corso del Seicento questa funzione venne a mano a mano sostituita da bandi a stampa, pi\u00f9 pratici ed economici (CONTE 1992, p. 189), ma continu\u00f2 la prassi di presentare la pergamena al papa. La forma doveva dunque adattarsi alla finalit\u00e0 cerimoniale e cos\u00ec la struttura ricorrente con lo stemma papale in alto, l\u2019elenco vero e proprio nella parte centrale e in basso lo spazio per la firma autografa del pontefice, era arricchita, sin dagli esemplari pi\u00f9 antichi da motivi ornamentali di diverso tipo, a volte impreziositi da dorature. Rappresentando in molti casi l\u2019unica fonte ad indicare i nomi dei docenti universitari, i documenti sono stati finora considerati in prevalenza per l\u2019alta importanza storica e, tranne rare eccezioni (PAMPALONE 2015, PAMPALONE 2018), scarsamente indagati per il valore artistico. Sebbene si tratti di un prodotto \u201cminore\u201d, l\u2019apparato iconografico formato dalle elaborate cornici che inquadrano ed arricchiscono l\u2019elenco dei docenti, \u00e8 spesso di notevole pregio e permette di tracciare l\u2019evoluzione stilistica degli ornati attraverso i secoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pergamena pi\u00f9 antica in possesso della Sapienza (CONTE 1991, pp. 301- 304), \u00e8 anche quella con maggiori mancanze, colmate, come avvenne per molti esemplari conservati nel Fondo Cimeli, prima del 1740, da un inserto cartaceo su cui sono stati tracciati ad inchiostro i contorni della figurazione perduta (Fig. 1). Quest\u2019esemplare fu eseguito nel 1648 sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, il cui stemma compare come di consueto sulla sommit\u00e0, ripreso dai simboli araldici dei gigli e delle colombe al di sopra delle partiture centrali. Tutt\u2019intorno corre una cornice arcaizzante a girali vegetali popolati da uccelli e intercalati da medaglioni con figure di santi e animali, insieme a motti latini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo rotulo reca invece l\u2019emblema di Clemente XI Albani, accompagnato da una citazione dal Libro di Ezechiele (44.23) \u00ab<em>et populum meum docebunt<\/em>\u00bb (Fig. 2). Non conserva n\u00e9 la dedica sottostante n\u00e9 la figurazione, che doveva essere formata da putti e da una cornice con convolvoli intrecciati. La lista dei professori, indicata dall\u2019iscrizione PROFESSORES AUTEM DESCRIPTI NOVERINT SE \/ PER TRIENNIUM ET NON&nbsp; ULTRA&nbsp; CONDUCTOS&nbsp; ESSE,&nbsp; \u00e8 inquadrata da una partitura architettonica arricchita da ghirlande floreali di gusto fiammingo e formata da quattro colonne davanti le quali poggiano, a mo\u2019 di statue, altrettante figure allegoriche femminili insieme ai rispettivi attributi. Si riconoscono tre virt\u00f9 cardinali Prudenza, Giustizia e Temperanza a cui si aggiunge, all\u2019estrema sinistra, la Carit\u00e0. L\u2019opera, realizzata nel 1701 (CONTE 1991, I, pp. 512-515), reca sul basamento marmoreo lo stemma gentilizio di Gregorio Lauri (1661-1747) le cui dodici nappe nere, sei per lato, indicano che risale all\u2019epoca in cui il Lauri aveva assunto la carica di Vicario generale, ovvero prima del 1717, quando verr\u00e0 nominato da Clemente XI ve- scovo della cittadina marchigiana di Ripatransone (ORLANDI 1772, II, p. 39). Tipologicamente simile ma in un migliore stato di conservazione \u00e8 la pergamena realizzata sotto il pontificato di Benedetto XIV, come denota lo stemma Lambertini sulla sommit\u00e0 (Fig. 3). La datazione puntuale si ricava dalla lettura della dedica sul cartiglio, in cui, oltre ad una serie di norme comportamentali che i docenti erano obbligati a tenere, viene riportata la data al \u00abpresentem annum\u00bb 1751 (CONTE 1991, II, pp. 685-691; ADORNI 1992, pp. 174-175). La raffigurazione, con piccole varianti, \u00e8 la stessa usata nel rotulo del 1740, che, oltre ad una minore qualit\u00e0 disegnativa, non presenta il cartiglio centrale, mentre il posto della fioriera \u00e8 occupato da un putto con uno stemma prelatizio (ASR, Fondo Cimeli, n. 65; CONTE 1991, II, pp. 648-652; PAMPALONE 2010, p. 65). Quest\u2019ultimo apparteneva a Jean Bouget (1692-1775), religioso francese, studioso di lingua ebraica e insegnante di letteratura greca fino all\u2019elezione di Prospero Lambertini che lo nomin\u00f2 prelato domestico (RITA 2000, p. 271), come indicano le sei nappe e il cappello paonazzo. La composizione \u00e8 scandita da un\u2019architettura illusionistica con nicchia centrale, occupata da un drappo tenuto da putti e incorniciata da due trabeazioni sorrette da colonne tortili e lesene. Le mensole marmoree sono popolate dalle canoniche allegorie (Carit\u00e0, Prudenza, Giustizia e Temperanza) non pi\u00f9 concepite come sculture stanti ma come figure vive, variamente atteggiate e dipinte con estrema raffinatezza. Nonostante ci si trovi ormai a met\u00e0 del Settecento la composizione \u00e8 improntata ancora agli stilemi tardobarocchi di ascendenza berniniana e gaullesca, come rivela in particolare la figura della Giustizia che, drappeggiata in una vaporosa veste che lascia scoperti i seni e con il capo languidamente reclinato, \u00e8 un omaggio alla celebre <em>Verit\u00e0 svelata dal Tempo<\/em>, scolpita da Bernini tra il 1646 e il 1652. Il riferimento al Baciccio, evidente nelle cromie e nel dinamismo delle figure, che per la Prudenza e la Temperanza sembra anche richiamare i gruppi statuari di Th\u00e9odon e Legros per l\u2019altare di Sant\u2019Ignazio al Ges\u00f9, potrebbe essere rivelatore di un pittore della sua cerchia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di stile totalmente differente \u00e8 invece la quarta pergamena eseguita come si legge, nel 1787, sotto il pontificato di Pio VI Braschi (CONTE 1991, II, pp. 849-853; PAMPALONE 2010, p. 102).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur mantenendo la stessa impaginazione viene abolito ogni decorativismo superfluo, fatta eccezione per il tendaggio cremisi nella parte sommitale che fa da sfondo alle eleganti vittorie alate. Queste ultime indicano a loro volta, al di sotto dello stemma pontificio, il cartiglio con la citazione dal <em>Liber Ecclesiasticus <\/em>(1.1). Le quattro figure allegoriche (Prudenza, Giustizia, Carit\u00e0 e Fede) con i sobri panneggi e i profili greci che richiamano il rigore delle sfingi, parlano un lemma gi\u00e0 pienamente neoclassico e denotano la mano di un artista influenzato da Felice Giani ma con uno stile grafico pi\u00f9 calibrato e che ricorre meno all\u2019uso del chiaroscuro (Fig. 4).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realizzazione di questo tipo di manufatti in virt\u00f9 della loro funzione ufficiale e per l\u2019alto livello qualitativo, soprattutto degli ultimi due esemplari, era spesso affidata non tanto ad anonimi scribi, quanto ad artisti di professione. Si pu\u00f2 ricordare, ad esempio, che i disegni per i frontespizi incisi delle tesi di laurea, occasioni le quali erano previsti grandi festeggiamenti, tra cui intermezzi musicali, odi cantate e banchetti, coinvolsero personalit\u00e0 del calibro di Pietro da Cortona e Lazzaro Baldi che idearono composizioni con complesse simbologie ermetiche (PAMPALONE 2014; PAMPALONE 2015).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Antonio Marras<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a>Adorni 1992&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">G. Adorni, <em>L\u2019Universit\u00e0 di Roma<\/em>, in <em>L\u2019Archivio di Stato di Roma<\/em>, a cura di L. Lume, Firenze 1992, pp. 165-178.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conte 1991&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E. Conte, <em>I Maestri della Sapienza di Roma dal 1514 al 1787: i rotuli e altre fonti<\/em>, (<em>Fonti per la Storia d\u2019Italia pubblicate dall\u2019Istituto Storico Italiano per il Medioevo<\/em>, 1, 2,116,), Roma 1991.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conte 1992&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E. Conte, <em>Professori e cattedre tra Cinquecento e Seicento<\/em>, in <em>Roma e lo Studium urbis. Spazio urbano e cultura dal Quattro al Seicento<\/em>, Atti del convegno (Roma, Archivio di Stato, Palazzo di Sant\u2019Ivo alla Sapienza, 7 &#8211; 10 giugno 1989), a cura di P. Cherubini, Roma 1992, pp. 186-199.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Orlandi 1772&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C. Orlandi, <em>Delle citt\u00e0 d\u2019Italia e delle sue isole adjacenti compendiose notizie sacre, e profane<\/em>, 5 voll., Perugia 1772-1778.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pampalone 2010&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A. Pampalone, <em>Il Palazzo della Sapienza<\/em>, (<em>Palazzi di Roma, le sue ville e altre architetture civili<\/em>, 1-2), I, giugno 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pampalone 2014&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A. Pampalone, <em>Cerimonie di laurea nella Roma barocca. Pietro da Cortona e i frontespizi ermetici di tesi<\/em>, Roma 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pampalone 2015&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A. Pampalone, <em>I Ruoli dei lettori della Sapienza e i frontespizi incisi delle tesi di laurea<\/em>, in <em>La fabbrica della Sapienza. L\u2019universit\u00e0 al tempo di Borromini<\/em>, catalogo della mostra (Roma, Archivio di Stato, Palazzo di Sant\u2019Ivo alla Sapienza, Biblioteca Alessandrina, 29 aprile &#8211; 26 luglio 2015), a cura di O. Verdi, Roma 2015, pp. 59-61.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pampalone 2018&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A. Pampalone, <em>I Rotuli miniati della Sapienza conservati nell\u2019Archivio di Stato di Roma: la pergamena di Charles de La Fage del 1667<\/em>, in \u201cValori tattili\u201d, 10 &#8211; 11, luglio &#8211; dicembre 2017\/gennaio &#8211; giugno 2018, pp. 50-58, 150-151.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rita 2000&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">G. Rita, <em>Le discipline umanistiche da Sisto V a Clemente XII (1587-1740)<\/em>, in <em>Storia della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia de \u201cLa Sapienza\u201d<\/em>, a cura di L. Capo, M.R. Di Simone, Roma 2000, pp. 245-303.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"772\" height=\"1024\" data-id=\"1085\" src=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_04_small-772x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1085\" srcset=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_04_small-772x1024.jpg 772w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_04_small-226x300.jpg 226w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_04_small-768x1018.jpg 768w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_04_small.jpg 905w\" sizes=\"auto, (max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"771\" height=\"1024\" data-id=\"1084\" src=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_03_small-771x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1084\" srcset=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_03_small-771x1024.jpg 771w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_03_small-226x300.jpg 226w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_03_small-768x1019.jpg 768w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_03_small.jpg 904w\" sizes=\"auto, (max-width: 771px) 100vw, 771px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" data-id=\"1083\" src=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_02_small-684x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1083\" srcset=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_02_small-684x1024.jpg 684w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_02_small-200x300.jpg 200w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_02_small-768x1151.jpg 768w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_02_small.jpg 801w\" sizes=\"auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" data-id=\"1082\" src=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_01_small-684x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1082\" srcset=\"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_01_small-684x1024.jpg 684w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_01_small-200x300.jpg 200w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_01_small-768x1151.jpg 768w, https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Rotuli_dei_lettori-dell_Archiginnasio_01_small.jpg 801w\" sizes=\"auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fig. 1. 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