{"id":1056,"date":"2025-12-27T21:07:12","date_gmt":"2025-12-27T20:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1056"},"modified":"2025-12-27T21:07:13","modified_gmt":"2025-12-27T20:07:13","slug":"litalia-tra-le-arti-e-le-scienze","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1056","title":{"rendered":"L&#8217;Italia tra le arti e le scienze"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Sironi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Sassari 1885 &#8211; Milano 1961)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1935<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dipinto murale, affresco con finiture a secco<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">edificio del Rettorato, Aula Magna<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il murale si colloca nella stagione della \u201cgrande decorazione\u201d che caratterizza la produzione di Sironi negli anni Trenta e nei primi anni Quaranta, de- dicata con tormentata passione alle opere in scala monumentale, realizzate come complemento essenziale delle nuove architetture, spesso in sodalizio con Marcello Piacentini. Esse sono destinate a edifici di pubblica utilit\u00e0 e svolgono una funzione sociale, educativa, traducendo in immagine l\u2019ideologia fascista, mai in forma di illustrazione propagandistica ma affidando allo stile austero e sintetico il messaggio civile e morale. In partico- lare, la pittura murale \u00e8 definita dall\u2019artista \u00abpittura sociale per eccel- lenza\u00bb (SIRONI 1933, p. 6) per l\u2019immediatezza con cui raggiunge l&#8217;immaginazione popolare. Il murale fu commissionato a Sironi da Piacentini; riveste l\u2019intera \u201cabside\u201d dell\u2019Aula Magna e insiste su una controparete curva in profilati di ferro e tavelle in laterizio, importante elemento funzionale alla qualit\u00e0 acustica della sala, il cui studio era affidato all\u2019architetto Gaetano Minnucci. L\u2019impianto compositivo \u00e8 bizantineggiante per la risoluzione frontale, la mancanza di prospettiva e l\u2019isolamento delle figure in uno spazio astratto. La spazialit\u00e0 \u00e8 connotata da rigore e ordine, le forme geometriche sono solide come sculture, la cromia ora sobria ora accesa. Molti i riferimenti all\u2019arte dei Primitivi e ai maestri del Rinascimento, da Antelami a Giotto, da Masaccio a Luca Signorelli (BILLI 2021), interpretati in chiave moderna attraverso il filtro della monumentalit\u00e0 del Novecento e delle stranianti atmosfere della Metafisica, memori altres\u00ec delle espe- rienze internazionali cubiste ed espressioniste. La figura dell\u2019<em>Italia <\/em>grandeggia al centro, con funzione di fulcro e raccordo della rappresentazione. Verso di lei convergono da sinistra le Scienze naturali \u2013 <em>Astronomia, Geologia, Mineralogia, Botanica <\/em>\u2013 e da destra le Arti: <em>Letteratura, Filosofia, Giurisprudenza, Architettura, Scultura, Pittura<\/em>. Le allegorie rimandano anzitutto agli insegnamenti e agli edifici che costituivano il nucleo della nuova Citt\u00e0 universitaria. Un riferimento specifico al Rettorato, e omaggio al suo autore- vole progettista, \u00e8 contenuto nell\u2019<em>Architettura<\/em>, rappresentata come una figura femminile seduta, curva su un grande foglio bianco su cui appoggia il compasso: ai suoi piedi sta il modello dell\u2019edificio-simbolo della nuova Universit\u00e0, riconoscibile dal pronao e dalla gradinata di raccordo con la piazza. In prossimit\u00e0 dell\u2019<em>Archi- tettura <\/em>si collocano la <em>Pittura<\/em>, individuata come pittura murale, e la <em>Scultura<\/em>, statua essa stessa, nell\u2019atto di stringere tra le mani un pesante mar- tello. Il muro di blocchi squadrati dietro queste figure rimanda al vivace dibattito sul rapporto architettura-arti figurative di cui Sironi fu protagonista: la decorazione pittorica e scultorea non \u00e8 mai esornativa, ma \u00e8 parte essenziale dell\u2019architettura, svolge un compito di cui l\u2019artista avverte tutta la responsabilit\u00e0, traendone un profondo motivo di soddisfazione. Come scrive nel 1934: \u00abnon pu\u00f2 esistere gloria pi\u00f9 grande per uno scultore di aver creato un\u2019opera veramente valida, perfettamente a posto in una facciata, in un inquadra- mento architettonico, cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 maggior premio per un pittore di una grande e significativa parete\u00bb (SIRONI 1934, p. 39). Il muro allude inoltre al vasto piano di nuove costruzioni che andava trasformando l\u2019aspetto della Roma ottocentesca con moderni edifici di pubblica utilit\u00e0, tra cui la nuova Citt\u00e0 universitaria. Nel registro inferiore della vela sinistra, il <em>Sapere<\/em>, fulcro concettuale del murale, \u00e8 una fiammella accesa contro l&#8217;oscurantismo che relega un\u2019umanit\u00e0 deforme e animalesca nel buio di una caverna. Il messaggio si sviluppa sulla parete centrale dove la fiammella divampa generando una nuova umanit\u00e0 rappresentata da due giovani nudi che guardano in alto alla <em>Vittoria<\/em>. Sulla superficie di fondo si condensano la storia e il messaggio politico \u2013 passato, presente e futuro \u2013 organizzati intorno alla figura femminile abbigliata all&#8217;antica che personifica l\u2019Italia e dunque Roma, perch\u00e9 per il fascismo Roma era sinonimo di Italia, di impero e di civilt\u00e0, e sull\u2019identificazione fra l\u2019antica Roma e la nuova Italia basava la propria ambizione ad essere il partito destinato alla rinascita della nazione e alla conquista di un nuovo impero. L\u2019<em>Italia <\/em>porta sul capo la corona turrita e nella mano sinistra impugna la spada rivolta verso il basso, richiamando le tipologie romane di epoca imperiale. Dalla gloriosa civilt\u00e0 romana, il sapere si trasmette alle nuove generazioni, materializzato nel libro che l\u2019<em>Italia<\/em>, lo Stato, consegna a un giovane universitario fascista. Al mondo della romanit\u00e0, nell\u2019interpretazione&nbsp; \u201caddomesticata\u201d che il duce volle darne, appartengono i portatori di insegne, l\u2019aquila e, emblematicamente in asse col simbolo della nazione, un grande fascio littorio con la data dell\u2019era fascista, l\u2019anno XIV. Attinto al repertorio dell\u2019et\u00e0 augustea \u00e8 anche l\u2019arco a un solo fornice che reca nell\u2019attico la stilizzata sagoma di un condottiero nell\u2019atto del saluto romano. Ma il vero messaggio politico, quello volto al futuro, \u00e8 affidato al gruppo della <em>Geografia<\/em>, posto in primo piano ai piedi dell\u2019<em>Italia<\/em>, fronteggiato dalla <em>Storia <\/em>e sormontato dalla <em>Vittoria <\/em>guer- riera che irrompe a spada sguainata entro un alone di luce bianca: mentre l\u2019esecuzione del murale era ancora in corso, aveva inizio la guerra in Etiopia, preludio alla politica espansionistica del regime. La preziosa quantit\u00e0 di disegni preparatori su carta di dimensioni e tipo diversi, a grafite e a matita nera, a inchiostro e a tempera fino ai grandi cartoni policromi, documenta la lunga fase progettuale e rivela la volont\u00e0 precisa dell\u2019artista di affrontare il tema nei minimi dettagli. Sironi dipinge in pochi mesi 140 metri quadrati circa, iniziando con grande ritardo nell\u2019estate del 1935. Nell\u2019esecuzione procede dall\u2019alto per fasce orizzontali lungo le tre superfici contigue lavorando fino all\u2019ultimo momento, forse senza completare del tutto l\u2019opera. Nel cantiere ha l\u2019aiuto di un manovale, ma le ricerche condotte in occasione del restauro hanno individuato anche la collaborazione del promettente artista Arturo Peyrot, allievo dell\u2019Accademia di Belle Arti di Roma, forse incaricato da Sironi delle prime stesure ad affresco. Trascorrono pochi anni e nel mutato clima politico del dopoguerra il murale viene occultato da una carta chiara documentata dalle fotografie scattate in occasione del V Congresso del Partito Comunista (dicembre 1945 &#8211; gennaio 1946) e del XXV Congresso del Partito Socialista (PSIUP) nel gennaio 1947. Si apre da questo momento la sofferta storia conservativa del murale: tra il 1947 e il 1950, infatti, i rettori Caronia e a seguire Cardinali cercano una sostituzione del dipinto degna dell\u2019importanza del luogo. Vengono quindi istituite una prima e poi una seconda commissione di cui fanno parte personalit\u00e0 di rilievo tra gli storici dell\u2019arte dell\u2019Ateneo (Pietro Toesca, Mario Salmi), gli architetti (tra cui lo stesso Piacentini), gli artisti (Carlo Siviero, gi\u00e0 restauratore di pitture murali, pittore e uomo delle istituzioni). A evidenza i tempi non permettevano la conservazione dell&#8217;opera cos\u00ec come concepita da Sironi. I lavori della prima commissione si concludono con l\u2019apposizione di una nuova carta, ma nel 1950, con la seconda, si decide di mantenere il dipinto attraverso un\u2019operazione di \u201crestauro\u201d. Un\u2019estesa ridipintura a tempera nasconder\u00e0 i riferimenti espliciti al regime ma alterer\u00e0 sistematicamente la fisionomia delle figure e la cromia di gran parte della superficie, restituendo all\u2019Ateneo un\u2019opera epurata s\u00ec dell\u2019identit\u00e0 fasci- sta, ma anche depauperata del valore artistico originario. Nella decisione svolgono un ruolo chiave Carlo Siviero e Marcello Piacentini che con accenti enfatici comunicher\u00e0 l\u2019avvenuto &#8220;salvataggio&#8221; del murale all\u2019artista, che non torner\u00e0 mai a rivederlo. L\u2019esecutore materiale della ridipintura, di fatto una censura, \u00e8 Alessandro Marzano, giovane pittore barese trasferitosi a Roma nel 1937, introdotto da Carlo Siviero; il suo lavoro \u00e8 giudicato dall\u2019Universit\u00e0 di piena soddisfazione. Il problema dell\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019opera, documentata nello stato originario da rare fotografie dell\u2019epoca, \u00e8 sollevato nel catalogo della mostra <em>1935. Gli artisti nell\u2019universit\u00e0 e la questione della pittura murale <\/em>che include testi critici di carattere storico-artistico e tecnico-scientifico. L\u2019attenzione torna sul murale in occasione di due convegni dedicati dall\u2019Universit\u00e0 alla <em>Conservazione e restauro nell\u2019arte contemporanea <\/em>(1994 e 1997) nei quali si presentano anche i primi risultati delle campagne diagnostiche condotte sull\u2019opera. Da queste occasioni di studio e confronto prende forma la riflessione sull\u2019opportunit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di \u201csvelare\u201d il murale rimuovendo la ridipintura del 1950, riflessione che ha trovato concretezza con il restauro ultimato nel 2017 e presentato in occasione delle celebrazioni per gli ottanta anni della Citt\u00e0 universitaria (<em>Sironi svelato <\/em>2017).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Eliana Billi, Laura D\u2019Agostino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>1935. Gli artisti nell\u2019universit\u00e0 1985<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>1935. Gli artisti nell\u2019universit\u00e0 e la questione della pittura murale<\/em>, catalogo della mostra (Roma, Universit\u00e0 degli studi di Roma \u201cLa Sapienza\u201d, Palazzo del Rettorato, 28 giugno &#8211; 31 ottobre 1985), a cura di S. Lux, E. Coen, Roma 1985.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BILLI 2021<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E. Billi,<em> Sironi e l\u2019affresco: le verit\u00e0 della materia nello sguardo alla tradizione<\/em>, in \u201cDomus sapienter staurata\u201d. <em>Scritti di storia dell\u2019arte per Marina Righetti<\/em>, a cura di A.M. D\u2019Achille, A. Iacobini, F.P. Pistilli, Roma 2021, pp. 816-829.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">BILLI, D\u2019AGOSTINO 2020<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E. Billi, L. D\u2019Agostino, <em>Sul restauro del murale di Sironi: notazioni storico-critiche e di metodo<\/em>, in \u201cPalladio. Rivista di Storia dell\u2019Architettura e Restauro\u201d, n.s. XXX,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DI GIACOMO2020<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">G. Di Giacomo, <em>Arte e politica nell\u2019opera di Mario Sironi<\/em>, in \u201cPalladio. Rivista di Storia dell\u2019Architettura e Restauro\u201d, n.s. XXX, 59-60 (gennaio &#8211; dicembre 2017),<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2020, pp. 183-192.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MARGOZZI 2004<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Margozzi, <em>L\u2019Italia tra le Arti e le Scienze<\/em>, in <em>Sironi: La grande decorazione <\/em>2004, pp. 318-335.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mario Sironi <\/em>2014<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mario Sironi 1885-19\u01421<\/em>, catalogo della mostra (Roma, Complesso del Vittoriano, 4 ottobre 2014 &#8211; 8 febbraio 2015), a cura di E. Pontiggia, Milano 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PONTIGGIA 2015<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E. Pontiggia, <em>Mario Sironi. La grandezza dell\u2019arte, le tragedie della storia<\/em>, Milano 2015.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SIRONI 1933<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Sironi, <em>Manifesto della pittura murale<\/em>, in \u201cLa Colonna\u201d, dicembre 1933, pp. 6-7.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SIRONI 1934<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">M. Sironi, <em>Uno scultore. Arturo Martini<\/em>, in \u201cLa rivista illustrata del Popolo d\u2019Italia\u201d, XII, 8, 1934, pp. 33-40.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sironi svelato <\/em>2017<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sironi svelato. Il restauro del murale della Sapienza<\/em>, catalogo della mostra (Roma, Citt\u00e0 universitaria, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, 23 novembre 2017 &#8211; 21 gennaio 2018), a cura di E. Billi, L. D\u2019Agostino, Roma 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Sironi (Sassari 1885 &#8211; Milano 1961) 1935 dipinto murale, affresco con finiture a secco Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato, Aula Magna Il murale si colloca nella stagione della&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1058,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1056","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1056"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1059,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1056\/revisions\/1059"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}