{"id":1040,"date":"2025-12-27T20:48:20","date_gmt":"2025-12-27T19:48:20","guid":{"rendered":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1040"},"modified":"2026-02-03T14:37:40","modified_gmt":"2026-02-03T13:37:40","slug":"adorazione-dei-pastori","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/?page_id=1040","title":{"rendered":"Adorazione dei pastori"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giuseppe Gambarini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Bologna 1680 &#8211; Casalecchio di Reno 1725)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1713-1720 circa dipinto a olio su tela<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro del dipinto il Bambino Ges\u00f9, adagiato in una mangiatoia, viene mostrato dalla Vergine Maria ai tre pastori accorsi ad adorarlo. San Giuseppe, sulla sinistra, rivolge an- ch\u2019egli lo sguardo verso il Bambino, che con la sua luce illumina la scena. Al di sopra dei personaggi, due puttini si librano in volo. L\u2019opera \u00e8 attribuita in questa sede a Giuseppe Gambarini, sulla scorta di un altro dipinto dell\u2019artista di mede- simo soggetto (Fig. 1), attualmente nella collezione Molinari Pradelli a Marano di Castenaso, nei pressi di Bologna (<em>Raccolta Molinari Pradelli <\/em>1984; <em>Barocco Italiano <\/em>1995). Si tratta di una replica di dimensioni pi\u00f9 piccole (95,5&#215;114,5 cm) che presenta alcune varianti rispetto al dipinto della Sapienza: sulla sinistra la figura di San Giuseppe \u00e8 in atteggiamento meditativo e, date le minori dimensioni, ne consegue uno spazio ridotto tra i due putti in alto e le figure. Lo stato conservativo dell\u2019opera bolo- gnese, decisamente migliore, offre una maggiore leggibilit\u00e0 dello sfondo e soprattutto permette di apprezzare maggiormente le qualit\u00e0 luministiche dell\u2019opera. Il discreto livello qualitativo del dipinto della Sapienza, tuttavia, induce a pensare che si tratti della stessa mano. Giuseppe Gambarini dopo una prima formazione a Bologna presso la bottega di Lorenzo Pasinelli e in seguito di Benedetto Gennari, nipote del Guercino, esord\u00ec come figurista per decorazioni prospettiche collaborando con il quadraturista Marcantonio Chiarini, assieme al quale oper\u00f2 a Bergamo (1698) e a Vienna (1709), dove affresc\u00f2 un soffitto nel palazzo del principe Eugenio di Savoia. Rientrato in patria collabor\u00f2 alla decorazione della galleria di Palazzo Bonaccorsi a Macerata (1710 ca.) e nel 1712-1713 si rec\u00f2 a Roma, dove lavor\u00f2 con Pompeo Aldovrandini e Stefano Orlandi alla realizzazione di alcune quadrature per la chiesa della nazione bolognese, Santi Giovanni Evangelista e Petronio. A giudicare da un significativo cambiamento nell\u2019opera di Gambarini, durante il soggiorno romano il pittore ebbe modo di approfondire la pittura di genere, che nell\u2019Urbe aveva avuto notevole consenso, a partire dai bamboccianti. Dopo gli anni romani, infatti, Gambarini si dedic\u00f2 alla rappresentazione di scene popolari e umili, per le quali viene principalmente ricordato. Accanto all\u2019influsso della pittura bambocciante, nella produzione dell\u2019artista bolognese si scorge anche il naturalismo della pittura di Crespi, che per\u00f2 cede il passo a una minore concretezza e capacit\u00e0 espressiva (SESTIERI 1988; ROLI 1989). L\u2019<em>Adorazione dei pastori <\/em>e la sua replica, tra le poche opere di carattere sacro rimasteci del pittore, si datano quindi agli anni successivi al soggiorno romano, nel periodo in cui Gambarini, tornato a Bologna, inizi\u00f2 a dedicarsi alla pittura di genere. I volti dei personaggi, dalla Vergine ai pastori, tradiscono una certa ferialit\u00e0 e semplicit\u00e0 cos\u00ec come i dettagli legati alla vita quotidiana della cesta con le uova, tenuta dalla pastorella, il flauto in mano al personaggio di destra o la cesta con le colombe poggiata sul pavi- mento. La luce che illumina gli astanti con una forza quasi abbagliante (certamente pi\u00f9 godibile nella versione bolognese) proviene dal Bambino Ges\u00f9 che la Vergine mostra ai pastori scostando il lenzuolo nel quale era avvolto. L\u2019iconografia \u00e8, come noto, di lontana ascendenza correggesca: la cosiddetta \u201c<em>Notte<\/em>\u201d, tra l\u2019altro, si trovava allora nella vicina Modena, nella collezione estense. Iconografia questa che \u00e8 stata ripresa, tra i tanti, anche da Guido Reni e Carlo Maratta in opere che forse Gambarini pu\u00f2 aver visto durante il suo soggiorno romano. Non \u00e8 noto come il dipinto sia entrato nelle collezioni della Sapienza, sebbene possa essere inserito tra le opere in deposito a partire dal 1954 (BILLI, <em>infra<\/em>, p. 93). Anche del quadro bolognese non si conosce la storia collezionistica: apparso sul mercato antiquario, \u00e8 entrato a far parte della collezione del direttore d\u2019orchestra Francesco Molinari Pradelli negli anni Novanta del secolo scorso, aggiungendosi cos\u00ec a una delle pi\u00f9 importanti collezioni bolognesi, comprendente soprattutto opere del Sei e del Settecento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Silvia Mezzera<\/em><\/p>\n\n\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fig. 1. Marano di Castenaso (BO), collezione Molinari Pradelli, Giuseppe Gambarini, <em>Adorazione dei pastori<\/em>, 1713-1720 ca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Barocco Italiano<\/em> 1995 <strong>SOSTITUIRE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Barocco Italiano. Due secoli di pittura nella raccolta Molinari Pradelli<\/em>, catalogo della mostra (Mantova, Palazzo Te, 12 aprile &#8211; 12 giugno 1995), a cura di<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">F. Molinari Pradelli, E. Riccomini, Milano 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Raccolta Molinari Pradelli <\/em>1984<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Gambarini (Bologna 1680 &#8211; Casalecchio di Reno 1725) 1713-1720 circa dipinto a olio su tela Roma, Citt\u00e0 universitaria, edificio del Rettorato Al centro del dipinto il Bambino Ges\u00f9, adagiato&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1041,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1040","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1040"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1140,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1040\/revisions\/1140"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arteinsapienza.ddns.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}