Giuseppe Ugo Papi
Amedeo Bocchi
(Parma 1883 – Roma 1976)
1966
dipinto a olio su tavola
Roma, Città universitaria, edificio del Rettorato
L’opera, datata e firmata da Amedeo Bocchi, appartiene alla serie dei ritratti dei rettori dell’Università che sono esposti nel Rettorato. L’opera ritrae Giuseppe Ugo Papi, docente di Economia politica ed Economia bancaria in molti atenei italiani. Alla Sapienza, dove insegnò sia nella facoltà di Economia che di Giurisprudenza, ricoprì la prima cattedra di Diritto finanziario e di Scienza delle finanze. Fu eletto rettore dell’Ateneo romano il 1° novembre 1953 e rimase in carica fino al 1966. Il dipinto fu commissionato dal suo successore, Gaetano Martino, nello stesso 1966, come attesta una lettera conservata nell’Archivio storico della Sapienza (ASS, Archivio Generale (1), b. 118). L’opera è inedita nel catalogo dell’artista e appartiene alla produzione matura di Amedeo Bocchi, riconosciuto ritrattista di soggetti per lo più femminili, come il noto Ritratto di Bianca presentato e premiato alla Mostra del ritratto di Monza nel 1924. L’artista si formò al Regio Istituto di Belle Arti di Parma, trasferendosi nel 1902 a Roma, dove rimase per il resto della vita. Nel contesto artistico capitolino il giovane pittore si aggiornò sulle tendenze d’avanguardia; nel 1911, in occasione delle manifestazioni per il cinquantenario dell’Unità d’Italia, entrò in contatto con le diverse realtà della produzione artistica internazionale e in particolare restò colpito dall’opera di Gustav Klimt e dalle sperimentazioni dei Fauves. Questi nuovi interessi lo portarono ad avvicinarsi agli artisti della Secessione viennese partecipando alla grande stagione decorativa di edifici pubblici e privati in Italia. Parallelamente l’artista si dedicò anche ad una pittura più espressamente “sociale” condotta con un lessico figurativo di marca verista che, unito ad una forte interpretazione psicologica, caratterizzò anche il genere del ritratto. Nel 1915 ottenne uno studio a Villa Strohl-Fern che ben presto divenne l’ambientazione prediletta di molte sue opere, ma soprattutto in quegli anni era luogo di incontro per numerosi artisti della scena romana. In questo contesto e per tutti gli anni Venti l’opera di Bocchi si arricchì di quelle «forzature cromatiche […] per le quali si pensa un poco alla paesistica visionaria di Nolde, a motivo dei verdi e dei gialli distesi con energia, e ad altri pittori della Brüke» (BELLONZI 1970, p. 13) evidenti nei suoi quadri più noti e nel celebre dipinto Nel Parco del 1919. La ricchezza cromatica e il luminismo propri della produzione più felice di Bocchi sembrano tuttavia stemperarsi intorno alla metà degli anni Trenta, quando l’artista si mostrò più sensibile alle nuove tendenze novecentiste. Questa fase del suo percorso creativo è ancora poco indagata dalla critica (MARGONARI 1996, pp. 15-17) ma qualche dato in più potrebbe emergere dall’analisi di un nuovo inedito nel catalogo dell’artista, un ulteriore dipinto realizzato per l’Università romana, nel 1935. Bocchi dipinse infatti un altro ritratto della serie dei rettori, quello di Giuseppe Sanarelli, in carica tra il 1922 e il 1925 (Fig. 1). Il quadro si caratterizza per volumi solidi, ma ancora allungate e appena abbozzate sono le dita della mano in primo piano; accenti di rosso intenso decorano la manica della toga e le pagine del libro, con un gusto espressionista che tornerà a rinnovarsi alcuni decenni dopo. Non a caso pennellate corpose e colori brillanti caratterizzano il ritratto di Giuseppe Ugo Papi, del 1966, in cui l’artista porta avanti la sua personale ricerca stilistica. La scelta di collocare l’effi- giato davanti a una libreria accanto ad un vaso di fiori rossi gli consente di creare un’atmosfera familiare e quotidiana, lontana dall’ufficialità della commissione. Negli anni Sessanta l’opera di Bocchi ricevette più di un tributo e nel 1967 venne allestita all’Accademia Nazionale di San Luca una grande retrospettiva (Mostra di pittura e disegni di Amedeo Bocchi 1967) a suggellare la celebrità raggiunta dall’artista e nota con ogni probabilità al rettore Gaetano Martino, il quale, difatti, scelse per effigiare il suo predecessore un artista ormai ampiamente riconosciuto nel contesto nazionale.
Cecilia de Filippis

Fig. 1. Roma, Città universitaria, Rettorato, Amedeo Bocchi, Ritratto di Giuseppe Sanarelli, 1935.
Bibliografia
Amedeo Bocchi 2007
Amedeo Bocchi. La luce della bellezza e della “vita vera”, catalogo della mostra (Parma, Palazzo Pigorini, Museo Amedeo Bocchi, Cariparma e Galleria Nazionale di Parma, 11 marzo – 27 maggio 2007), a cura di L. Caramel, Parma 2007.
Angelelli 2018
A. Angelelli, L’internazionalità della Secessione Romana: Amedeo Bocchi “splendido isolato” nel paradiso perduto di Villa Strohl-Fern, in Roma città moderna, catalogo della mostra (Roma, Galleria d’arte moderna, 29 marzo – 2 dicembre 2018), a cura di C. Crescentiniet al., Roma 2018, pp. 29-36.
Artisti a Villa Strohl-Fern 2012
Artisti a Villa Strohl-Fern, luogo d’arte e di incontri a Roma tra il 1880 e il 1956, catalogo della mostra (Roma, Musei di Villa Torlonia, 21 marzo – 17 giugno 2012) a cura di C. De Feo, G. Raimondi, Roma 2012.
Bellonzi 1970
F. Bellonzi, Amedeo Bocchi, Roma 1970.
Berri 1997
M. Berri, Amedeo Bocchi (1883-1976) nel parco incantato, in “Malacoda”, 13, 71, 1997, pp. 17-22.
CARAMEL 2007
L. Caramel,“Dipingere in libertà e in solitudine”, in Amedeo Bocchi. La luce della bellezza e della “vita vera”, catalogo della mostra (Parma, Palazzo Pigorini, Museo Amedeo Bocchi, Cariparma e Galleria Nazionale di Parma, 11 marzo – 27 maggio 2007), a cura di L. Caramel, Parma 2007, pp. 13-18.
GIOLI 2014
G. Gioli, s.v. Papi Giuseppe Ugo, in Dizionario biografico degli italiani, 81, Roma 2014, p. 233.
MARGONARI 1996
R. Margonari, Ripensare Amedeo Bocchi, in Amedeo Bocchi (1883-197ł). Vent’anni dopo, catalogo della mostra (Parma, pa- lazzo San Vitale, 20 dicembre 1996 – 31 gennaio 1997), a cura di G. Cavazzini, Parma 1996, pp. 15-17.
Mostra di pittura e disegni di Amedeo Bocchi 1967
Mostra di pittura e disegni di Amedeo Bocchi, catalogo della mostra (Roma, Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna, 1 – 18 marzo 1967), Roma 1967.