II secolo d.C.
mosaico a tessere litiche bianche e nere, frammento
Roma, Città universitaria, edificio del Rettorato
Provenienza: Roma, Museo Nazionale Romano (opera in deposito presso l’Università dal 1954)
Il grande frammento di mosaico, del tipo bianco e nero (BLAKE 1936; BECATTI 1961; CHINI, GRANDI 2005) – con tessere bianche utilizzate per il fondo, le partizioni anatomiche e i dettagli di corpi e stoffe – doveva originariamente far parte di una pavimentazione, mentre nella sua esposizione attuale si trova in posizione verticale, inserito in un pannello rettangolare e appeso all’interno del Rettorato. Solo una porzione del mosaico originario, che doveva far parte di una composizione più ampia, si è conservata. Il disegno mostra una figura femmi- nile, una nereide a torso nudo con la veste che le copre parzialmente le gambe, andando poi a risalire con un lembo fino al braccio sinistro. La figura è seduta sopra alla coda pisciforme di un tritone, reso nell’atto di suonare una doppia tibia.
Nel documento di richiesta di concessione in deposito delle opere dal Museo Nazionale Romano alla Sapienza, del 20 ottobre 1954, il mosaico in esame è citato come un «grande frammento di mosaico pavimentato (sic!) con centauro marino», senza però indicare alcun numero di inventario, né dichiarare la provenienza, che rimane tuttora sconosciuta (BILLI 2023, pp. 96-97). Nel repertorio dei mosaici bianchi e neri romani, il motivo della nereide su mostro marino risulta piuttosto diffuso, così come in tutta l’arte del mondo classico in generale. La nereide può essere raffigurata anche di schiena, oppure a fianco del tritone e con le gambe distese, ma la rappresentazione frontale, con la figura seduta all’amazzone, le gambe incrociate all’altezza delle caviglie, rivolte nella medesima direzione della testa del mostro marino da lei cavalcato (come nel caso qui in esame), pare essere la più antica (NOVELLO, SALVADORI 2007, p. 58).
Il motivo del centauro marino che suona uno strumento musicale è parimenti assai diffuso: un confronto nei pressi di Roma, nel quale un tri- tone sta suonando la doppia tibia, si trova nelle terme di Ciciliano. Anche in questo caso, il mostro marino, rivolto verso sinistra, è cavalcato da una nereide, che risulta però raffigurata di spalle (FIORE 2004). La massima diffusione del thiasos marino nei mosaici a tessere bianche e nere è da rintracciare nel II secolo d.C., con prosecuzione anche nel secolo suc- cessivo (BECATTI 1963). Nonostante l’oggettiva difficoltà di datazioni più precise per i mosaici di questo tipo, alcune caratteristiche del caso in esame, come la grandezza delle tessere e la disposizione dell’ordito, potrebbero far propendere per una datazione anteriore al III secolo d.C.
Sara Lenzi
Bibliografia:
BILLI 2023
E. Billi, Arte in Sapienza. Catalogo delle opere nella Città universitaria. Prime ricerche, Roma 2023.
BECATTI 1961
G. Becatti, Mosaici e pavimenti marmorei, Roma 1961.
BECATTI 1963
G. Becatti, Alcune caratteristiche del mo- saico bianco-nero in Italia, in Colloques internationaux “La mosaïque gréco-rom- aine”, Atti del convegno (Parigi, 29 agosto – 3 settembre 1963), Parigi 1963,
pp. 11-27.
BLAKE 1936
M.E. Blake, Roman mosaics of the second century in Italy, in “Memoirs of the American Academy in Rome”, XIII, 1936, pp. 67-124.
CHINI, GRANDI 2005
P. Chini, M. Grandi, Osservazioni sul re- pertorio del mosaico bianco nero di II-III secolo a Roma, in H. Morlier (sous la direction de), La mosaïque greco-romaine IX, I, Rome 2005, pp. 55-65.
FIORE 2004
M.G. Fiore, La rilettura dei mosaici pavimentali delle terme di Trebula Suffenas (Ciciliano-Roma), in Atti del IX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Atti del convegno (Aosta, 20 – 22 febbraio 2003), a cura di C. Angelelli, Ravenna 2004, pp. 301-311.
NOVELLO, SALVADORI 2007
M. Novello, M. Salvadori, Discedunt Nereides undis. Figure marine femminili da Aquileia fra I sec. a.C. e IV sec. d.C., in Atti del XII Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Atti del convegno (Padova 14-15 e 17 febbraio – Brescia 16 febbraio 2006), a cura di
C. Angelelli, A. Paribeni, Tivoli 2007, pp. 55-64.