Napoleone Angiolini (Bologna, 1797-1871)
1828
dipinto a olio su tela
Roma, Città universitaria, edificio del Rettorato
Provenienza: Bologna, Pinacoteca Nazionale (opera in deposito presso l’Università dal 1954)
Chiamato anche Omero in casa del pastore Glauco, il dipinto mostra il poeta greco mentre intrattiene la famiglia del pastore, decantando i versi dei suoi poemi accompagnato dalla lira. Si tratta di una delle prove pittoriche che l’artista bolognese Napoleone Angiolini inviò a Bologna da Roma come testimonianza dei suoi progressi. Allievo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, nel 1824 aveva infatti vinto la pensione per l’alunnato di Roma che gli venne rinnovata per quattro anni consecutivi, cosa che gli permise di trattenersi nella città capitolina fino al 1829. Nel 1827 aveva inviato un San Paolo, ora nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, mentre il dipinto in deposito alla Sapienza venne realizzato l’anno seguente (Concorsi curlandesi 1980; Dall’Accademia al vero 1983). L’opera presenta strette affinità con la terza tela che Angiolini inviò nella città natale, il Socrate in carcere (Fig. 1), in deposito a Roma presso la Camera dei Deputati dal 1927. Vengono riproposte le stesse fisionomie dei personaggi (si vedano in particolare l’uomo e il fanciullo in entrambi i dipinti), così come soluzioni compositive affini (CAMMAROTA ET AL. 2017). In queste tele emerge lo studio della statuaria classica compiuto da Angiolini durante il suo soggiorno romano, come era prassi nell’ambito dell’educazione di un giovane artista nelle accademie di primo Ottocento. Risulta inoltre evidente l’influenza del clima artistico dominante nell’Urbe in quegli anni, in particolare l’influsso delle figure del pittore romano Vincenzo Camuccini e dei suoi più giovani allievi Francesco Podesti e Francesco Coghetti, senza dimenticare l’apporto del suo conterraneo Pelagio Palagi: basti pensare all’impostazione disegnativa delle fi- gure e al cromatismo perlaceo delle vesti e degli incarnati. Non mancano tuttavia suggestioni provenienti dalla sua città natale, come si può vedere dalla resa del cielo che si apre al di là della porta della casa, la cui delicatezza atmosferica rimanda a opere di Ubaldo Gandolfi, maestro di Giovan Battista Frulli con il quale si era formato Angiolini. Il pittore bolognese, dopo il fondamentale periodo di formazione a Roma, tornò nella città felsinea dove nel 1838 ereditò la cattedra di Elementi di figura dal suo maestro, continuando la tradizione accademica classicista attraverso lo studio e la riproposizione degli stilemi della pittura bolognese d’età moderna, dai Carracci, Guido Reni e Domenichino fino ai Gandolfi (MATTEUCCI 2002). L’opera, che compare nel catalogo della Galleria Nazionale d’Arte Antica (MOCHI ONORI 2008), entrò nelle collezioni della Sapienza nel 1954 (BILLI 2023). Precedentemente si trovava in deposito al Ministero dell’Interno, mentre dal 1922 al 1942 è attestata presso il Comune di Bologna.
Silvia Mezzera

Fig. 1. Roma, Camera dei Deputati, Napoleone Angiolini, Socrate in carcere, 1829.
Bibliografia
BILLI 2023
E. Billi, Arte in Sapienza. Catalogo delle opere nella Città universitaria. Prime ricerche, Roma 2023.
CAMMAROTA 2017
G. Cammarota et al. (a cura di), Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo generale, V, Ottocento e Novecento, Venezia 2017.
Comanducci 1962
A.M. Comanducci, s.v. Angiolini Napoleone, in Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, I, Milano 1962, p. 56.
Concorsi curlandesi 1980
Concorsi curlandesi. Bologna, Accademia di Belle Arti. 1785-1870, a cura di R. Grandi, Bologna 1980.
Dall’Accademia al vero 1983
Dall’Accademia al vero. La pittura a Bologna prima e dopo l’Unità, a cura di R. Grandi, Bologna 1983.
Giumanini 2002
M.L. Giumanini, Tra disegno e scienza. Gli studenti dell’Accademia di belle arti di Bologna (1803-1876), s.v. Angiolini Napoleone, Bologna 2002, p. 30.
Matteucci 2002
A.M. Matteucci, I decoratori di formazione bolognese tra Settecento e Ottocento. Da Mauro Tesi ad Antonio Basoli, Milano 2002.
Mochi Onori, Vodret 2008
L. Mochi Onori, R. Vodret, Galleria Nazionale d’Arte Antica: Palazzo Barberini. I dipinti – catalogo sistematico, Roma 2008, p. 36.